TRIESTE,
11 aprile 2009 - Un paio di volte
all’anno, mi succede di scambiare delle mail con Gianni
Postiglione, ed una di queste, l’ultima, ha suscitato in me
curiosità per un personaggio, che mi vergogno a dirlo, non
conoscevo. Ma non dovevo essere l’unico, perché altri storici
del canottaggio, più informati di me (e non ce ne vuole poi
tanto), lo conoscevano a malapena: si tratta del veneziano
Scipione Del Giudice.
Voglio introdurre questa breve mia con il testo di Gianni:
Muovendomi in Grecia e prima ancora informato da Arturo
Cascone, ho saputo che negli anni Cinquanta un altro italiano ha
allenato la Grecia e vi e' stato anche per vari anni.
Stazionava a Poros una meravigliosa isola di fronte ad Atene
attaccata al Peloponneso, dove il mare e' sempre calmo e
pescoso.
Infatti vari vogatori superstiti di quegli anni si ricordano di
lui con affetto e riconoscenza per il suo lavoro svolto in
Grecia.
Il suo nome e' Del Giudice ed e' triestino.
Quando ho incominciato la mia carriera di allenatore al circolo
Posillipo ho conosciuto Valerio Perentin che tutti gli anni a
Pasqua e Natale veniva a trovare gli amici del Posillipo, anche
lui triestino e Olimpionico, poi napoletano di adozione. Lui mi
ha dato i primi consigli di allenatore, e a dirti la verita'
anche oggi li ripasso.
La combinazione che io sia subentrato a due triestini mi fa
pensare che forse su questa sponda del Mediterraneo i triestini
hanno fatto molto piu' di quanto io non sappia per lo sviluppo
del canottaggio e mi piacerebbe tanto, se puoi farmi sapere
qualcosa di piu' su questo mio bravo predecessore in Grecia e se
possibile alcune informazioni sugli zingari (qualcuno direbbe
mercenari, io dico missionari) italiani del remo.
Un affettuoso saluto.
Gianni Postiglione
La
prima precisazione è che Del Giudice era veneziano e Valerio
Perentin (componente del mitico 4 con della Pullino campione
olimpico) era di Isola d’Istria.
Ma questo ha un’importanza relativa, in quanto invece è
importante sottolineare la carriera dell’atleta della Querini,
davvero straordinaria.
Grazie alla Rete ed alla collaborazione di un dirigente della
Canottieri Querini di Venezia, Antonio Gottardo, segretario
della società veneta che ringrazio, ho potuto risalire alle
gesta di Del Giudice, e giustamente ritengo, portarle a
conoscenza di chi non ne fosse.
Correva il 16 maggio del 1901 quando fu fondata una nuova
società veneziana di canottaggio alla quale fu dato il nome di
Francesco Querini, per ricordare il giovane Ufficiale della
Regia Marina, disperso nel Mar Glaciale Artico durante il
tentativo del Duca degli Abruzzi di conquistare il Polo Nord.
Non passarono molti anni da quel lontano 1901 per far registrare
le prime vittorie nella voga alla veneta ma anche nel
canottaggio tradizionale del nuovo sodalizio.
La
prima volta che appare il nome di Scipione Del Giudice è il
1904, quando a Bocca d’Arno (Pisa), vinse oltre al
Campionato alla veneziana, per la prima volta il Campionato
Italiano in jole da mare con Ercole Olgeni, Emilio Fontanella,
Antonio Finotti, tim. Corrado Benedettelli, ed una settimana
dopo ad Anzio, lo stesso equipaggio la Coppa del Re.
Al suo debutto, Scipione Del Giudice non era ancora sedicenne,
per cui presumibilmente era nato nel 1888: anno della fondazione
della Federazione Italiana Canottaggio: una bella combinazione!
Nel 1905 a Como la Querini conquistava per la
prima volta il Campionato italiano seniores (Coppa della Regina)
in fuori scalmo di punta a 4 vogatori e timoniere con
Scipione Del Giudice, Ercole Olgeni, Emilio Fontanella,
Antonio Finotti, tim. Corrado Benedettelli, acquisendo il
diritto di partecipare ai XIII Campionati Europei di Gand in
Belgio al 27 agosto, dove l’armo veneziano giungeva secondo.
Narra il libro della Fisa del centenario 1892-1992: “Nel 4 con
vittoria dei padroni di casa del Belgio, ma i veneziani soffiano
sulla linea d’arrivo il secondo posto ai francesi.”
E’ un po’ l’anno del declino della voga alla veneta nei
confronti della remata tradizionale (di punta) per ottenere la
rappresentanza nei Campionati d’Europa.
Nel
1906 titolo italiano per Del Giudice e
Olgeni, tim. Mion che poi a Pallanza, ai XIV Campionati d’Europa
al 9 settembre s’impongono davanti alla famosa coppia belga
Visser-Molmans.
Sono due anni molto importanti il 1908 ed il 1909 per gli atleti
veneziani alla ribalta del remo italiano e di quello europeo.
Nel 1908, vittoria per Del Giudice ai
Campionati Italiani nel 2 con e nel 4 con, ed a Lucerna, il 30
agosto, ai XVI Campionati d’Europa: medaglia d’oro nel 4 con (Olgeni,
Scipione Del Giudice, Tres, Brenno Del Giudice, tim. Mion),
che si aggiudicano la Coppa di Francia, “Tra la sorpresa
generale, i veneziani battono l’invincibile equipe belga
campione d’Europa 1904; la vittoria si è decisa nel finale della
gara.”
Nella stessa manifestazione, medaglia d’argento nel 2 con (Olgeni,
Scipione Del Giudice, tim. Mion), con il quarto titolo
consecutivo per i belgi Visser-Molmans.
L’anno
seguente, il 1909, fu la consacrazione definitiva
degli armi veneziani della Querini, che ai Campionati Italiani,
trascinati da Del Giudice (oltre a Scipione anche Brenno
e Curzio), vincevano 2 con, 4 con ed otto.
A Parigi (Juvisy sur Orge) il 22 agosto, ai XVII Campionati
Europei, la Querini vinceva in un sol giorno ben due Campionati
continentali nel 4 con e nel 2 con e giungeva seconda nella gara
dell’otto contro la Francia, presentatasi fresca mentre i
veneziani erano già stanchi per i due campionati europei vinti
in precedenza in prove durissime. “Da quel giorno, la giovane
Querini si metteva in testa di tutte le cento e più consorelle
italiane col massimo dei Campionati Europei conseguiti.” Con
tali vittorie e con quella del 1911, la Querini contribuiva alla
conquista da parte dell’Italia della Coppa Glandaz nel 1909 e
nel 1911. Tale Coppa era messa in palio dalla Fisa e veniva
assegnata annualmente alla nazione che vinceva il maggior numero
di titoli europei.
Medaglia d’oro quindi nel 1909 per il 2 con (Scipione Del
Giudice, Ermellini, tim. Mion), “I belgi agli 800 metri avevano
mezza lunghezza sugli italiani ed un po’ di più sui francesi, ma
è proprio l’equipaggio italiano che ingaggia un bordo a bordo
con i due equipaggi avversari che lo porta in testa fin sul
traguardo.”, per il 4 con (Scipione Del Giudice, Ermellini,
Tres, Brenno Del Giudice, Mion), “in testa i belgi, quando agli
800 metri gli italiani passano in testa ed iniziano una rimonta
di qualità e non si lasciano più passare.” e argento nell’otto
(Scipione Del Giudice, Ermellini, Rosada, Sambo, Tres, Brenno
Del Giudice, Stranieri, Curzio Del Giudice, tim. Mion). Commenta
ancora la Fisa: “con tre vittorie su cinque (la terza è di
Mariani nel singolo), il canottaggio italiano impone la sua
supremazia su quelli che allora erano i migliori rappresentanti
della scuola belga.”
Nel
1910, Scipione del Giudice è coautore delle
vittorie ai Campionati Italiani per la Querini nel 2 con e nel 4
con. Il 15 agosto del 1910 ad Ostenda ai XVIII Campionati
Europei, nelle 5 gare classiche della manifestazione, l’Italia
era rappresentata in tutte dai canottieri veneziani della
Bucintoro e della Querini. Alle prove assai dure, la Querini
vinceva (per il terzo anno consecutivo), il 4 con e arrivava
seconda nel 2 con, la Bucintoro, meno fortunata, si piazzava
sempre seconda nelle altre tre gare. Medaglia d’oro nel 4 con (Scipione
Del Giudice, Ermellini, Tres, Brenno Del Giudice, tim. Mion).
“I tre equipaggi (Italia, Belgio e Francia) combattono bordo a
bordo per i primi 600 metri, la Francia cede per prima, il
Belgio deve inchinarsi allo strapotere dei veneziani che
detengono il titolo dal 1908.”
Nel 1911 sulle acque di Como, si svolse una delle
giornate più fortunate del canottaggio italiano, il 10
settembre, il XIX Campionato d’Europa. Delle cinque gare
classiche europee (singolo, doppio, 2 con, 4 con e otto),
l’onore della rappresentanza nazionale fu diviso tra Querini,
Bucintoro di Venezia e la Lario di Como.
Iniziava la giornata con poca fortuna per la Querini che vedeva
sfuggirle di mano l’agognata riconferma per la quarta volta del
Campionato Europeo del 4 con (questo per un disgraziato
incidente al traguardo). “Tre secondi separano gli svizzeri
dagli italiani, (Scipione Del Giudice, Ermellini, Tres,
Brenno Del Giudice, tim. Mion) racconta la Fisa. I giudici
d’arrivo hanno difficoltà a decretare i vincitori, tanto lo
scarto è minimo.”
La bella serie delle vittorie italiane arrivava dalla Bucintoro
che vinceva nel 2 con (Olgeni, Bruna) di Mariani e Sinigaglia (Lario)
nel doppio.
Poi la giornata si chiudeva con la superba vittoria nella gara
degli otto in cui la Querini, guadagnava valorosamente per la
prima volta per l’Italia, il titolo in questa specialità e la
Coppa del Re. Scipione Del Giudice, Ermellini, Rosada,
Nenzi, Tres, Solesin, Brenno Del Giudice, Curzio Del Giudice,
tim. Mion nella stessa sera della vittoria furono trionfalmente
festeggiati a Como. Commenta ancora la Fisa: “Per la prima volta
una barca italiana vince questa disciplina, con a bordo
Scipione Del Giudice che infila nel suo palmares il sesto
titolo di Campione d’Europa.” Curzio Del Giudice aveva solo 17
anni…
Nel
1912 la Querini era certa di rappresentare
l’Italia nell’otto all’Olimpiade di Stoccolma. Ne aveva pieno
diritto avendo vinto l’anno precedente nell’otto il titolo
nazionale ed il prestigioso Campionato Europeo, primo sodalizio
italiano ad ottenere la vittoria in tale specialità. Ma la
consorella Bucintoro ottenne che fosse fatta una selezione sul
campo tra gli equipaggi delle due società. La gara terminò con
un abbordaggio a danno dell’armo della Querini ed una
conseguente spiacevole rissa.
Il Rowing Club Italiano squalificò per un anno entrambe le
società con il risultato che fu cancellata la partecipazione
italiana nell’otto alle Olimpiadi di Stoccolma.
Dopo alcuni anni bui, compresi quelli della Grande Guerra, il
nome di Scipione Del Giudice lo si ritrova nel 1921,
quando assieme al fratello Curzio nel 2 con, rappresentava
l’Italia dal 9 all’11 settembre ad Amsterdam, ai XXIII
Campionati d’Europa, ma senza fortuna.
Appeso il remo al chiodo, Scipione del Giudice lo si ritrova
preparatore dell’otto fuoriscalmo juniores della sua società,
che per iniziativa dell’inglese Whitaker, che mise in palio una
coppa, doveva sfidare ogni anno l’armo della Bucintoro nel
Canale della Giudecca: agli allievi di Del Giudice, il 29 maggio
1921, la prima vittoria in una regata emozionantissima.
Iniziava così per uno dei più grandi campioni della storia del
nostro canottaggio, Scipione Del Giudice, una carriera da
allenatore, giudice arbitro, dirigente.
L’assemblea dei delegati del Reale Rowing Club Italiano intanto,
il 20 marzo 1921 deliberò la costituzione del Collegio dei
Giudici Arbitri, del quale entrarono a far parte i seguenti
signori: Mario A. Rossi, Giuseppe Bon, Luigi Torretta, Nereo
Squarzini, Giuseppe Robiolo (Torino); Scipione Del Giudice,
Giovanni Viviani, Cesare Olgeni (Venezia), G.R. Badoni (Lecco);
Camillo Baglioni, Piero Annoni (Milano); Giovanni De Col (Como);
Gaetano Caccavallo (Bari); Giovanni Caccialanza (Lodi); Cesare
Galardelli (Firenze); Umberto Stenta (Zara); Lucio Carniel,
Edgardo Sorrentino (Trieste); Massimo Giovanetti (Roma); Guido
Fiorentino (Napoli); Giulio Haah (Genova).
Il
26 novembre del 1950 moriva Curzio Del Giudice, trasferitosi a
Modena fu fondatore e Presidente della Canottieri Mùtina.
Di Scipione invece notizie le ho ritrovate grazie ad un pezzo ad
opera di Ferruccio Calegari, apparso di recente sul sito web
della Federazione, su Gloria Mariani, prima azzurra del
canottaggio, nel quale si ricordava la figura di Del Giudice in
qualità di allenatore federale.
Da qui le mie notizie sul veneziano della Querini 6 volte
Campione d’Europa, si perdono, anche se mi piacerebbe pensare ad
una sua consulenza tecnica nell’isola di Poros in Grecia, a
favore di società elleniche, come accennava nella sua mail
Gianni Postiglione.
Era Scipione, o forse era Brenno?
Forse in un futuro nemmeno tanto lontano queste informazioni
potranno essere integrate da chi ne sa più di me.
Ritengo invece doveroso ricordare i trascorsi di club veneziani
d’alto lignaggio, ai quali va tutta la mia simpatia e l’augurio
di ritornare presto ad assurgere al ruolo che li compete.
Maurizio Ustolin
Bibliografia:
- Le livre du Centenaire de la FISA – Jean
Louis Meuret
- Francesco Querini – L’uomo e la storia –
La Società Canottieri nel Centenario di Fondazione
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